| Raccolta con pubblica sottoscrizione la
somma occorrente per la realizzazione del monumento ed alla quale pervennero contributi da
tutto il mondo, fu bandito il concorso a cui parteciparono ben sedici concorrenti. Un
gruppo di eminenti personalità nel campo dell'architettura, unitamente al Sindaco,
attraverso una non facile selezione seguita da una votazione segreta finale, portò alla
vittoria il trentatreenne scultore poirinese Antonio Stuardi (1862-1938). Nel gruppo statuario in marmo bianco di Carrara, dal volto
somigliantissimo del Santo emana la più affabile espressione paterna; Don Bosco stringe
al suo fianco un giovane europeo il cui sguardo rivela intensamente venerazione e
riconoscenza, mentre un giovane patagone, ricoperto di pelle di guanaco, ginocchio a
terra, bacia la mano al suo benefattore.
La scultura è alta circa tre metri e poggia su di un
piedestallo in granito rosso di Baveno pure di tre metri. Alla base del monumento si
accede attraverso due gradinate appositamente costruite.
Questa è l'opera artistica più attraente e più ammirata
del capoluogo, come Don Bosco ne è la più pura e fulgida gloria. La sua inaugurazione
avvenne domenica 18 settembre 1898 nel decimo anniversario della sua morte, con
manifestazioni imponenti per intervento di autorità e di popolo.
Nel 1955 su tre lati del basamento venne ricostruita la
cancellata in ferro, in sostituzione di quella asportata per necessità belliche durante
l'ultimo conflitto mondiale. La sera del 31 gennaio 1968 fu inaugurata la suggestiva
illuminazione notturna al monumento. |