Regione Piemonte

Storia

Ultima modifica 19 dicembre 2017

Si fa risalire la nascita di Castelnuovo intorno all'anno 1160. In tale epoca la sovranita' del territorio apparteneva ai Marchesi di Torino che estesero la loro autorita' militare su gran parte dell'odierno Piemonte. Nel secolo seguente Castelnuovo divenne possesso dei Marchesi di Ivrea dai quali ebbero origine le famiglie dei Biandrate (Novara) e dei Rivalba. I Biandrate, che erano diventati signori della contea di Porcile, comprendente i territori di Castelnuovo, Poirino, Buttigliera, Chieri e dintorni, combatterono a fianco di Federico Barbarossa e diedero in feudo la zona di Castelnuovo alla famiglia dei Rivalba loro congiunti.
Per autorita' dell'imperatore, lo stesso territorio passo' ai Marchesi del Monferrato a ricompensa della loro fedelta', unitamente ad Asti e Chieri che erano state incendiate. Intanto le lotte tra la Lega dei Comuni ed il Barbarossa si conclusero, ponendo fine a distruzioni su tutto il territorio, con la battaglia di Legnano del 1176. Con la pace di Costanza del 1183, i comuni acquisirono una notevole autonomia in vari campi.
Ne approfitto' la citta' di Chieri che nel 1187 si impadroni' di Castelnuovo ma i Rivalba nel 1193 con l'appoggio del marchese Bonifacio di Monferrato e del Comune di Asti, ne ripresero il controllo e consolidarono Castelnuovo come castello- fortezza a difesa dai pericoli rappresentati da Chieri e dal Conte di Savoia.
Nei decenni successivi si vissero tempi di ribellione dei feudatari all'autorita' imperiale e guerriglie tra i Guelfi ed i Ghibellini. Nel 1224 Castelnuovo, con altri paesi circostanti, passo' in feudo ai Marchesi di Monferrato e nel 1254 ritorno' ad Asti e nello stesso anno ai Rivalba che estesero il loro dominio ai vicini territori di Lovencito, Moriondo e Mombello. Nel 1290 la maggior parte del territorio castelnovese ripasso' sotto il dominio di Asti.
Dopo neanche 40 anni di relativa tranquillita', nel 1326, l'esercito dei Conti Radicati di Cocconato diretto contro il Comune di Chieri, saccheggio' il nostro territorio. Lo stesso fatto si ripete' due anni dopo per opera dell'esercito di Chieri diretto contro i Conti Radicati. Nel 1355 Castelnuovo ritorno' sotto il dominio dei Marchesi di Monferrato nella persona del Marchese Giovanni, al quale l'imperatore Carlo IV concesse castelli e terre.
All'inizio del 1400 un esercito francese, che agiva per conto di Casa Savoia, smantello' il vicino castello di Albugnano e Castelnuovo divenne sede di trattative di pace tra i Marchesi di Monferrato ed i Savoia.
In seguito alla rivolta generale contro il sistema feudale e l'autorita' imperiale, subentro' un nuovo periodo che vide il comune di Castelnuovo rifiorire e cercare il proprio sviluppo economico fuori dalle mura della cittadella e, grazie anche alla monetina d'argento battuta dalla zecca dei Conti Radicati di Passerano, il baratto divenne meno usuale. In seguito anche per la democrazia comunale arrivo' la parabola discendente in quanto, al posto dei piccoli comuni, andavano formandosi dei principati che tendevano ad espandersi. Anche Castelnuovo si appresto' a perdere definitivamente l'autonomia conquistata meno di due secoli prima.
Il 17 dicembre del 1559, Castelnuovo giuro' fedelta' al Duca di Savoia, Emanuele Filiberto, e venne inglobata nel ducato quando la sua capitale passo' da Chambery a Torino. Con l'annessione a Casa Savoia, Castelnuovo ne condivise le sorti benigne ed avverse.
Carlo Emanuele I, successore di Emenuele Filiberto, dovette sostenere lunghe lotte contro Francesi e Spagnoli. Castelnuovo nel 1625 fu soggiorno dell'intera armata sabauda diretta a Verrua per liberarla dall'assedio spagnolo. Il secolo che precedette il trattato di Cherasco del 1631 fu un periodo infausto non solo per le guerre, ma anche per le epidemie di peste che dilagarono tra il 1536 ed il 1559 . L'epidemia si ripresento' nel 1598 e nel 1630 (quella del Manzoni) e porto' alla tomba decine di castelnovesi. L'ultima epidemia, questa volta di colera, colpi' Castelnuovo nel 1876 provocando la morte di molte persone.
Nell'anno 1703 a Castelnuovo si insedio' un vero accampamento, qui in sosta con destinazione Albugnano, ed il paese fu posto a sacco. Questo fatto va collegato ad una delle piu' gloriose imprese del valoroso Duca e Principe Vittorio Amedeo II, futuro Re di Piemonte e Sardegna.
Congiungendo le sue truppe con quelle austriache, capitanate dal cugino Eugenio di Savoia, riusci' a liberare Torino (7/9/1706) che in quell'anno contava 40.000 abitanti.
Dal 1710 in poi, per molti anni, la nomina dei nostri sindaci fu avocata dai Principi Simiana di Francavilla, grandi di Spagna, quali Marchesi di Castelnuovo.
Il nostro paese continuo' da allora a fare parte del Regno Sabaudo, centro propulsore dell'unificazione italiana.
Appunti liberamente tratti da 'Castelnuovo don Bosco - notizie storiche' di Angelo Baumgartner.